Trasfigurazione Parma












La poesia della settimana

a cura di Elisabetta Melegari


La poesia è un grido dell’anima che giunge dritto al cielo.
Riscalda i cuori raggelati dal dolore.
Rassicura le menti offuscate dal dubbio.



Questa piccola rubrica ha lo scopo di far risaltare le note armoniose che abitano dentro di noi, eco della Parola vivente che sostiene l’universo.
Ci è stata donata una voce e quella voce è divenuta parola. Una parola che si fa vibrante quanto più silenzio vero la circonda. Nell’intreccio di queste mirabili realtà, suono e silenzio, scaturisce la poesia: canto supremo dell’anima che svela l’indicibile che alberga nel cuore degli uomini.
Ogni settimana vi proporremo un testo poetico con una breve introduzione. Buona lettura.



Questa settimana: 20.11.20 al 26.11.20:


Risonanze

Gibran K. Gibran ha declinato con infinite sfumature la parola chiave del suo narrare e del suo vivere: amore.
Ho scelto fra queste infinite note la "fedeltà", intesa non come esperienza di tradimento, bensì come adesione piena e continuativa ad un impegno preso, che non può essere negato o cancellato. Al pari della tenace e perseverante costanza della tessitrice che, trovata una smagliatura nel merletto, riallaccia con pazienza i fili del tessuto per ridare forma e bellezza al suo ricamo.



GIBRAN KAHLIL GIBRAN – Fedeltà (da The Broken Wings).


I momenti che ci hanno unito
sono più grandi dei secoli,
e la luce che ha illuminato il nostro spirito
è più forte del buio;
e se la tempesta ci separa
in questo implacabile oceano,
le onde ci riuniranno sulla placida spiaggia;
e se questa vita ci uccide,
la morte ci unirà.
Il cuore di una donna
non cambia con il tempo e le stagioni;
anche se muore in eterno,
non si distrugge mai.
Il cuore di una donna è come un campo
trasformato in terreno di guerra:
sradicati gli alberi, bruciata l’erba,
rosse di sangue le pietre
e trafitto da ossa e crani il suolo,
rimane calmo e tacito
come se nulla fosse accaduto,
poiché primavera e autunno
tornano nel loro tempo
e riprendono il loro lavoro.





G. K. Gibran (da Parole sussurrate – Ed. Paoline – 1993).