Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 4.04.21 al 10.04.21



Commento

Capitolo 13°: Luca inizia la narrazione dei viaggi di Paolo in terre lontane da Gerusalemme. Ispirata dallo Spirito Santo, la comunità di Antiochia di Siria invia l’Apostolo insieme a Barnaba a Cipro per " annunciare la Parola di Dio nelle sinagoghe degli Ebrei", riconoscendo lo speciale carisma di entrambi. Qui, a Pafo, Paolo smaschera le maliziose intenzioni di un finto mago e profeta, Elimas, che vuole circuire la buona fede del governatore romano che, al pari di Cornelio con Pietro, è sinceramente desideroso di conoscere l’insegnamento del Signore. Paolo, che legge nel cuore delle persone individuandone i propositi, punisce il millantatore con una punizione molto dura. Spostatosi con Barnaba a Perge e poi ad Antiochia di Pisidia, nella sinagoga, sollecitato dagli Ebrei del luogo, tiene il suo primo, importante discorso, forte della sua profonda conoscenza delle Scritture e della rivelazione ricevuta a seguito della sua conversione. Partendo dalla schiavitù in Egitto e percorrendo la storia del popolo israelita giù, giù fino al re Davide e, infine, sottolineando l’importanza della missione di Giovanni Battista, annuncia che Gesù, ucciso dal " popolo di Gerusalemme e dai loro capi " era il Salvatore atteso ed ora, con la sua resurrezione ha realizzato tutte le promesse di Dio. Il popolo ebraico per paura, cecità e poca fede, non ha riconosciuto in Lui l’unico in grado di liberarli dal peccato. L’ostilità furiosa degli Ebrei ortodossi che respingono il loro messaggio apre gli occhi ai due inviati. Luca sottolinea chiaramente che da questo momento, così come detto nelle Scritture, la " buona notizia " verrà annunciata senza remore ai pagani, più disponibili ad accogliere la Parola di Dio.


Capitolo 14°: Il viaggio dei due inviati prosegue nell’entroterra dell’Asia minore. Prima viene visitata Iconio, poi Listra e Derbe. Ovunque l’accoglienza degli abitanti è ambivalente, prevalendo il favore da parte dei pagani e la contrarietà da parte degli Ebrei che temono l’affermarsi dell’insegnamento dei cristiani. Lo scontro ormai avviene tra il credo dei cristiani e quello di coloro che non accettano il messaggio evangelico perché non risponde alle loro attese, soprattutto di carattere politico e sociale. Nonostante la conferma offerta da prodigi e miracoli coi quali Dio accompagna il viaggio dei due, cresce il malcontento e la volontà di annientarli. Barnaba e Paolo continuano " con coraggio " la loro missione, fiduciosi nel sostegno del Signore. A Listra Paolo opera un miracolo nei confronti di un paralitico dalla nascita, in cui riconosce essere presente un forte desiderio di guarire e una fede vera. Gli abitanti del luogo, fraintendendo il potere di Paolo, che viene da Dio, riconoscono nei due discepoli la personificazione delle loro divinità pagane. Di fronte ad un tentativo di sacrificio da offrire ai loro dei, Paolo si scaglia contro la loro incredulità ed annuncia la benevolenza di Dio che si è rivelata nella storia. Scatenatasi una vera e propria persecuzione, Paolo viene lapidato, ma salvato da altri discepoli riesce a fuggire. Nel viaggio a ritroso per tornare ad Antiochia di Siria, i due rivisitano le comunità appena formate, incoraggiandole ad essere forti e fedeli anche nelle tribolazioni e nominando degli anziani per renderle autonome dalle sinagoghe. Il ritorno ad Antiochia segna la svolta definitiva della missione dei cristiani: d’ora in poi la rivelazione sarà per tutti, come dirà l’Apostolo nella lettera ai Galati (3, 27-28): " Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco…poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù ".