Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 11.04.21 al 17.04.21



Commento

Capitolo 15°: Comunità cristiane sorgono ovunque e comprendono convertiti di origine giudaica e pagana, ma non tutti accettano le novità e sorgono problemi di fondo. Ne è prova il dibattito che alcuni giudei convertiti, giunti da Gerusalemme, hanno suscitato in Antiochia contestando la predicazione di Paolo e Barnaba. La Chiesa prende coscienza di esistere grazie all’unione dei due elementi così opposti che formano l’umanità di allora: ebrei e pagani, questa unione deve esprimere la vera realtà della salvezza in Gesù Cristo. Assistiamo a una vera ricerca teologica che consiste nel leggere l’esperienza dell’incontro degli apostoli con i pagani e di illuminarla mediante le Scritture. Paolo e Barnaba si recano a Gerusalemme, la Chiesa madre, per sentire in proposito, il parere del collegio Apostolico e quello degli anziani. In seno al Concilio ha luogo una discussione che coinvolge farisei convertiti, Paolo, Barnaba e anziani. Riflettendo sulle parole dei profeti il Concilio si accorge che il popolo di Dio, oggetto di tutte le profezie, non esiste nella sua piena realtà che nel momento in cui la ricerca pagana si incontra col nucleo primitivo dei testimoni giudaici. Le conclusioni vengono tratte da Pietro e Giacomo che orientano i partecipanti alla ratifica del principio di libertà e di autonomia della legge giudaica, come ritenevano i missionari venuti da Antiochia. Tuttavia le decisioni pratiche sono più caute delle grandi affermazioni teologiche, si chiede l’osservanza di qualche prescrizione elementare che nessun giudeo può abbandonare e che sono note un po’ovunque. Le conclusioni del Concilio vengono espresse in una lettera che inizia così: "Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi …"Pietro fedele all’opera dello Spirito si lascia guidare e riconosce anche in questa situazione la sua azione. Lo Spirito Santo porta senza dubbio verso l’unità, muove a vincere i pregiudizi, le barriere, le paure che allontanano dai fratelli. Alcuni delegati del Concilio, accompagnano Paolo e Barnaba ad Antiochia dove leggeranno la lettera alla comunità affinché tutti ne vengano a conoscenza. Il loro ritorno per visita alle comunità già fondate si trasforma in un secondo viaggio missionario in cui il Vangelo entra nelle relazioni quotidiane e nella cultura del mondo greco-romano.


Capitolo 16°: In questo capitolo si descrive il secondo viaggio missionario di Paolo, accompagnato da Sila che resterà con lui fino a Corinto. Da qui verranno spedite le due lettere ai Tessalonicesi. Di Sila, dopo la partenza di Paolo da Corinto, gli Atti non parleranno più, pare sia stato lui il redattore della prima lettera di Pietro (1 Pt 5,12).Lo scopo del secondo viaggio è di visitare le comunità già fondate, ma anche di costituirne di nuove. Paolo, l'Apostolo delle genti, in uno di questi spostamenti apostolici, incontra Timoteo. Questo giovane uomo è figlio di una donna giudea credente e di padre greco. In via di principio Paolo si oppone alla circoncisione dei cristiani di origine non giudaica, ma Timoteo costituisce un caso a parte, senza la circoncisione non avrebbe potuto parlare in una sinagoga, l’avrebbero considerato come un apostata, mentre nel programma missionario i primi contatti si prendono ancora nella sinagoga. Paolo, però, è talmente sicuro di muoversi secondo i dettami del Signore, che non esita a far circoncidere Timoteo per poi prenderlo con sé come collaboratore della sua azione evangelizzatrice per andare là dove lo Spirito di Gesù li guida. E’ lo Spirito, infatti, che interviene per decidere quale direzione deve prendere la missione. L’intero libro degli Atti è scritto in questa prospettiva, tutta l’espansione del Vangelo è guidata dallo Spirito. Il racconto che leggiamo oggi è interessantissimo per lo stile di novità e di libertà che dimostra, si respira il senso della speranza e della gioia della salvezza. In carcere Paolo e Sila, nonostante la flagellazione e le percosse, mantengono un atteggiamento sereno, pregano e cantano inni fino a mezzanotte, i carcerati ne sono meravigliati, anzi affascinati poiché i due dimostrano una libertà di cuore ed una disponibilità inconcepibili. Il racconto della liberazione di Paolo e Sila dal carcere è scritto sulla falsa riga del racconto della passione, morte e resurrezione di Gesù. Come nella passione si racconta dello stordimento delle guardie poste al sepolcro nel momento della resurrezione, così qui si racconta di un carceriere che vuole ammazzarsi perché trova le porte della prigione spalancate. Teme che tutti i prigionieri siano fuggiti e che i capi si rifaranno con lui, considerandolo colpevole di quanto successo. Invece la voce rassicurante di Paolo gli conferma che nessuno è fuggito nonostante non ci siano catene, porte sprangate e serrature che possano trattenere la liberata vitalità di queste persone. E anche nella possibilità di farlo, non scappano, non ne hanno più bisogno. Paolo lo invita a credere in Gesù, battezza la sua famiglia e una potenziale notte di tragedia si trasforma in una festa che celebra la novità che invade e vivifica il tempo ordinario di una giornata qualsiasi. Rileggere questa esperienza, vissuta da Paolo e narrata negli Atti, fa riflettere su come i cristiani siano chiamati a essere testimoni anche in mezzo a tante difficoltà e che il luogo e le situazioni non sono scelti da noi, ma dal Signore.