Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 18.04.21 al 24.04.21



Commento

Capitolo 17°: Il viaggio di Paolo e Sila continua. Scampati alla persecuzione in Filippi, s' inoltrano nei territori della Grecia attuale, come richiamati da una voce che li sprona a portare la "buona novella " anche nel mondo occidentale. La prima città che toccano è Tessalonica, metropoli abitata da persone di origine greca, romana e orientale. Come sempre l’accoglienza da parte dei Giudei presenti è negativa: salvo l’adesione di Greci convertiti e di nobildonne del luogo, la loro predicazione provoca una sedizione di cui vengono accusati gli apostoli come fomentatori. Il messaggio diffuso da Paolo e dai suoi compagni è inaccettabile per molti Ebrei: è dirompente essere accusati della morte di Gesù, ma soprattutto non si accetta la proclamazione della sua resurrezione e della sua messianicità. Fuggiti a Berea, dove vengono accolti favorevolmente, Paolo prosegue per Atene perché di nuovo inseguito dai persecutori tessalonicesi. Questa città si dimostra fin da subito un luogo particolarmente attrattivo dal punto di vista culturale, con una spiccata propensione a confrontarsi con altri mondi, altri costumi e altre credenze religiose. E', infatti, disseminata di statue di divinità pagane e persino di un altare dedicato ad un dio ignoto. Provocato a parlare diffusamente nell’Areopago, coglie l’occasione di proclamare che il Dio che cercano è proprio quel Gesù che lui è venuto a predicare. Annunziando la verità di un Dio creatore dell’universo e dell’uomo, dominatore del tempo e dello spazio, presente in ogni uomo e disposto a farsi trovare da chi lo cerca, Paolo dichiara che Gesù è Colui che Dio ha fatto risorgere per inviarlo all’umanità allo scopo di redimerla. L'indole spiccatamente razionale e diffidente degli abitanti del luogo ha il sopravvento: la maggioranza se ne va, deridendolo e disprezzandolo, pochi altri decidono di ascoltare la sua parola.


Capitolo 18°: Luca continua a descrivere il percorso missionario di Paolo che, lasciata Atene sbarca a Corinto. Qui l'Apostolo vivrà alcune esperienze particolarmente forti per lui e di grande impatto dal punto di vista pastorale. Conosciuta una coppia di coniugi, Aquila e Priscilla, che, sfuggiti alla persecuzione dell’imperatore Claudio a Roma, hanno dato vita ad una piccola comunità di credenti, resta a vivere con loro, condividendo anche la tavola, esperienza malvista dagli Ebrei ortodossi, che non accettano la promiscuità con cristiani non ligi alla tradizione ebraica. Paolo, inoltre, per non essere di peso a nessuno, comincia lavorare con i due coniugi che svolgono il suo stesso mestiere di tessitore. Ciò è motivo di scandalo perché i lavori manuali sono riservati in quella società agli schiavi e il praticarli è considerato indegno per le persone libere. Ostacolato furiosamente dai Giudei, Paolo vive una grande frustrazione, ma l’apparizione in sogno del Signore lo spinge a continuare imperterrito la sua missione, specialmente tra i pagani. Anche il tentativo fatto dagli Ebrei di trascinarlo in un processo davanti alle autorità romane fallisce: il governatore, al pari di Pilato, prende le distanze dalle diatribe di quei fanatici, abbandonandoli al loro destino. Paolo prosegue il suo viaggio e, dopo aver lasciato Aquila e Priscilla ad Efeso, attraverso varie tappe torna ad Antiochia. L'arrivo ad Efeso di un certo Apollo, dotato di fine eloquenza e grande conoscitore della Bibbia, ma non della vita di Gesù, provoca l’intervento benevolo dei due coniugi credenti che gli forniscono una vera e propria catechesi, confermandolo nella fede e fornendogli strumenti opportuni per la predicazione. La presenza capillare di queste piccole comunità domestiche permette al Vangelo di essere conosciuto ed accolto dovunque, permeando di sé la vita e la cultura del mondo allora conosciuto.