Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 2.05.21 al 8.05.21



Commento

Capitolo 21°: Il terzo viaggio di Paolo e dei suoi collaboratori si conclude di nuovo a Gerusalemme, là dove è iniziata tutta la vicenda di fede di Paolo stesso. L’Apostolo da tempo è convinto che il suo rientro rivestirà un significato particolare per la sua storia, portandolo ad affrontare prove dure e laceranti. Glielo confermano anche i tentativi di dissuaderlo dal tornare fatti dai discepoli di Tiro e la profezia di un certo Agabo che, legatosi mani e piedi con la cintura di Paolo, gli predice l'arresto, inducendo anche i cristiani di Cesarea a farlo desistere. Ma Paolo "sa " che proprio la sua obbedienza a Cristo lo condurrà certamente ad un esito tragico della sua vita e per questo chiede ai fratelli di non ostacolare quello che sembra un destino ineluttabile. Accolto favorevolmente dai responsabili della Chiesa di Gerusalemme, che riconoscono il valore della sua predicazione e il servizio reso alle nuove comunità sorte dovunque, tuttavia viene fatto oggetto di una specie di "esame " per verificarne la fedeltà ai dettami della Legge e l'osservanza delle tradizioni. La Chiesa cristiana primitiva, ormai consolidata e riconosciuta all’interno del mondo giudaico e romano, teme che l’evangelizzazione diffusa da Paolo, aperta ai pagani e più libera rispetto alle norme della Legge, possa comportare squilibri e confusione al suo interno. Paolo viene invitato ad affiancarsi ad alcuni giudei cristiani che hanno fatto un voto, a seguirli attivamente nell’espletamento della purificazione al Tempio, a pagare le spese per le cerimonie al fine, secondo il loro recondito proposito, di riscontrare non tanto la sua fede quanto la lealtà rispetto alla Legge mosaica. L’Apostolo accetta ma il suo accesso al Tempio, frainteso da alcuni Ebrei della provincia dell'Asia particolarmente fanatici, genera una sedizione faticosamente sedata dai soldati romani. Ancora una volta i dominatori, come già Pilato di fronte a Cristo, si chiedono con chi hanno a che fare e quale colpa ha commesso. Paolo comprende che ora gli "antagonisti" più pericolosi sono proprio i suoi fratelli e decide di parlare loro nella loro stessa " lingua", l’ebraico, per evitare di non essere capito.


Capitolo 22°: Superato il fraintendimento da parte dei Romani che lo hanno scambiato per un capo di ribelli, Paolo decide di spiegare ai suoi fratelli di fede quali sono le ragioni della sua vita e del proprio modo di operare. Questo ritorno alle origini, il discorso che ora fa, più che un chiarimento a favore degli altri è un viaggio a ritroso all’interno del proprio animo. Paolo non dubita della propria adesione a Cristo, ma ha bisogno di riandare alle radici del suo credere, alla riscoperta di quel mistero grande che ha travolto la sua vita facendogli cambiare radicalmente lo sguardo e il cuore. Ripartendo dal suo iniziale cammino di fede all’interno del mondo ebraico, in cui ha operato con tenacia e perseveranza ritenendo di interpretare convenientemente il dettato della Legge, dichiara che l’incontro – scontro avuto con la persona di Cristo ha rivoluzionato la sua vita. L'incontro personale, diretto con Gesù, la sua luce, la sua parola hanno sciolto quel cuore duro ed ostinato che cinicamente colpiva anime innocenti. La chiamata all’annuncio incondizionato, totale e gratuito, è una realtà alla quale non ha più potuto sottrarsi. Soprattutto è stata una chiamata che gli ha imposto di portare la "buona notizia" ai lontani, di seminare i germi di quello Spirito che lui stesso ha ricevuto come sigillo della sua conversione. Queste affermazioni provocano di nuovo l'ira dei Giudei, che ne chiedono la morte. Incarcerato dai Romani, pronto per essere frustato, miracolosamente si salva dichiarando la propria cittadinanza romana. Impossibilitati a procedere nella sua punizione causa gli obblighi delle loro leggi, temendo punizioni dai superiori, fra i soldati romani continua però a serpeggiare l’interrogativo: chi è costui?