Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 23.05.21 al 29.05.21



Commento

Capitolo 27°: Questo penultimo capitolo degli Atti è caratterizzato dalla vivace descrizione di tutti i fatti e i personaggi del viaggio di Paolo verso Roma. La stagione nella quale ebbe inizio il viaggio è l’autunno, considerata la nota che parla del periodo del digiuno ebraico, un tempo molto vicino ai mesi invernali nei quali, secondo la consuetudine del tempo, le navigazioni venivano interrotte (mare clausum). Il racconto è una fonte di informazioni relative ai viaggi di allora e con tanti particolari riesce a descrivere tutte le avversità incontrate da Paolo inviato per mandato divino nella capitale dell’impero. L’autorità preposta a determinare la partenza era il governatore Festo, il quale unì Paolo ad altri detenuti, senza alcuna agevolazione, se non la benevolenza del centurione Giulio. Il mezzo di trasporto fu una nave col suo itinerario già prestabilito e quindi Paolo fu viaggiatore, sotto scorta, insieme ad altri viaggiatori con le loro mete e i loro programmi. L’unico suo compagno di viaggio fu il discepolo Aristarco, già con lui ad Efeso. A Sidone,“Giulio con gesto cortese permise a Paolo di recarsi dai suoi amici e di riceverne le cure”(v.3). A Mira,”l'ufficiale Giulio trovò una nave di Alessandria diretta verso l'Italia”(v.6)una nuova nave, una nuova avventura e nuove peripezie. Il tempo era scandito dalle condizioni del mare, dai venti, dalle decisioni del comandante, dalle contingenze che si potevano presentare durante la navigazione. Paolo non aveva competenze marinare, ma in questo viaggio pieno di pericoli non perse occasione per esprimere il suo parere e farsi percepire come compagno vero, preoccupato non della propria sorte ma della vita di tutti. Seppe offrire la sua testimonianza di fede e di sollecitudine verso il prossimo dimostrando che gli eventi della vita, intesa come quel viaggio, non sono ostacoli insuperabili tali da far perdere la speranza. Il coraggio che il viaggio della vita richiede da parte di tutti, la propria condizione, la propria missione, non devono dividere, ma unire affinché la meta sia per tutti possibile e raggiungibile.


Capitolo 28°: Con quest’ultimo capitolo, si giunge all’epilogo della narrazione degli Atti, il racconto di un mandato fattosi cammino, a partire da Gerusalemme verso il mondo allora conosciuto, fino a Roma, un traguardo rivolto al futuro che è la Chiesa universale. Continua la vivacità narrativa di Luca che sottolinea il conseguimento di quel desiderato traguardo perseguito da Paolo per trasmettere la gioia del Vangelo con l’aiuto di Cristo e dello Spirito Santo. I tre mesi passati a Malta, terra raggiunta dopo il naufragio, si rivelarono ricchi di suggestive esperienze, l’isola fu molto ospitale, caratterizzata dalla gentilezza e da quel fuoco che mette in risalto il calore degli abitanti. Passato l’inverno, periodo nel quale la navigazione era per tradizione sospesa, l’apostolo e la scorta che lo accompagnava a Roma, ripresero la navigazione, le località toccate facevano parte di una rotta ben precisa, avente come porto di riferimento Pozzuoli che segnava l’inizio del viaggio via terra. Il cammino intrapreso per Roma permise di assaporare il calore della comunità cristiana lì residente, i cui componenti avvertiti per tempo, andarono con sollecitudine incontro a Paolo. Giunto nella capitale ottenne di poter risiedere fuori dal castro, in un appartamento preso in affitto a proprie spese, una specie di custodia domiciliare, con la clausola di rimanere sempre collegato con una catena al militare incaricato della sua sorveglianza, ma col vantaggio di poter incontrare le persone. Ancora una volta appare chiara la motivazione che spinge Paolo nella sua missione: annunciare al mondo, nonostante i rifiuti e le avversità incontrate, ciò che le Sacre Scritture, “dalla legge di Mosè e dagli scritti dei profeti”, avevano preannunciato sull’atteso Messia. Ci congediamo così da Paolo, che “insegnava tutto quello che riguarda il Signore Gesù Cristo con grande coraggio e senza essere ostacolato”(v.31). Luca sa che Paolo è morto martire a Roma ma non ne parla, il suo scopo non è darci una storia della Chiesa ma mostrare lo sviluppo del Vangelo fino alla sua libera entrata presso tutti i popoli.