Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 7 marzo al 13 marzo



Commento

Capitolo 5°: Lo stile di vita inaugurato dall’adesione alla fede, caratterizzato da armonia degli animi e condivisione dei beni materiali per il bene di tutti, viene incrinato dalla vicenda dei coniugi Anania e Saffira che, pur aderendo alla consuetudine di mettere in comune i propri beni, fanno una scelta che li mostra ancora immaturi nel cammino di fede. Venduto un terreno di loro proprietà, trattengono una parte del ricavato all’insaputa della comunità. Smascherati da Pietro e rimproverati per avere mentito allo Spirito Santo, entrambi, in momenti diversi, perdono la vita sotto il peso della propria vergogna. La fama per i miracoli compiuti e il riconoscimento della credibilità degli Apostoli porta molti ad avvicinarsi alla nuova comunità.Tutto questo genera timore e preoccupazione fra i capi del popolo, i sacerdoti, i sadducei che fanno arrestare gli Apostoli. Liberati nella notte da un angelo, tornano a predicare nel tempio. Si indice un processo ma, scoperta la loro fuga, vengono condotti in giudizio. Pietro e gli Undici proclamano la propria fede, dicendo di essere chiamati ad obbedire solo a Dio. Solo Cristo è il capo e Salvatore del popolo. Scoppia l’ira dei giudici, ma uno di loro, Gamaliele, uomo retto e "diplomatico", li fa desistere dal proposito di eliminarli dichiarando che una persecuzione nei confronti degli Apostoli potrebbe essere inutile e controproducente nel caso che fosse Dio veramente a sostenerli. Il suo parere viene accolto e, dopo avere frustato e proibito ai Dodici di parlare nel nome di Gesù, li si rimanda in libertà.


Capitolo 6°: Nonostante l’apparente concordia, la vita comunitaria palesa alcune difficoltà e tensioni che si avvertono nel diverso trattamento riservato agli appartenenti ai gruppi ebraici della diaspora, che parlano la lingua greca. Costoro si sentono trascurati nella distribuzione dei viveri fatta quotidianamente sulla base della uguaglianza di tutti i credenti. I Dodici, riconosciuta la difficoltà di far fronte a tutte le necessità, decidono di affidare a sette uomini di provata fede, saggi e stimati, il compito di provvedere al bene materiale di tutti i fratelli, riservandosi il compito della preghiera e dell’evangelizzazione quotidiana. I sette, persone di lingua greca che possono avere rapporti migliori con le comunità di origine greca, saranno i primi " diaconi "ordinati nella primitiva ecclesia. Tra di loro si mette ben presto in evidenza Stefano, capace di fare miracoli e di imporsi per autorevolezza e carisma. Questo gli procura invidie ed opposizioni da parte di credenti provenienti da fuori Gerusalemme, timorosi di perdere i propri spazi e i propri privilegi. Alla stessa stregua di Gesù, vengono cercati dei falsi testimoni con lo scopo di accusarlo di minare la santità del tempio e di annunciare che Gesù può calpestare la Legge. Si apre così un processo contro Stefano che, per nulla intimorito dalle loro accuse, si presenta raggiante agli occhi degli accusatori.