Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 14 marzo al 20 marzo



Commento

Capitolo 7°: Nei capitoli 6 e7 fino al c. 8,4 incontriamo una figura che svolge un ruolo decisivo nella crescita della prima evangelizzazione: è la figura di Stefano, un uomo molto dotato, pieno di grazia e di energia che dà grande slancio all’annuncio e che sa mettersi al servizio di tutti. Egli ha lo sguardo fisso su Cristo, in un attaccamento profondo alla sua persona, nell’imitazione interiore della sua passione e della sua morte. A differenza però di quella di Gesù, la passione di Stefano riconduce a un lungo discorso che tocca il tema fondamentale di Dio che si fa presente tra gli uomini in Gesù Cristo. La lunga interpretazione della storia di Israele, intessuta di citazioni dell’Antico Testamento, più che una dimostrazione è una requisitoria contro una religione chiusa nella materialità del suo passato. Il c.7 è pieno di citazioni, per ogni tappa della storia della salvezza Stefano mette in evidenza un passaggio particolare determinato dalla presenza di qualcuno che, rifiutato dai suoi, è divenuto il testimone di una forza nuova, di un dono d’amore più grande. E’un testo di evangelizzazione della prima comunità cristiana all’interno della quale inizia a circolare una consapevolezza di Gesù inedita, ma proprio per questo i suoi vecchi amici, quelli che appartengono alla sinagoga o a quelle sinagoghe da cui provengono i giudei ellenisti, lo contestano. Stefano, non si arrende e non si difende ma continua a spiegare il senso di ciò che sta avvenendo e di come tutto si compie nel nome di Gesù. Per questo è condannato a morte, ma di fronte alla rabbia di coloro che, scandalizzati, lo accusano, proclama: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Luca presenta la morte di Stefano sul modello di quella di Gesù: egli perdona i suoi assassini e pronuncia le stesse parole di Gesù morente. Questo martirio è la testimonianza della vita cristiana, porta su di sé il carico di un fallimento per esprimere la fecondità di quella forza di amore che Dio ha donato al mondo intero.


Capitolo 8°: Quello di Stefano non è soltanto un caso ma l’inizio di una persecuzione per la Chiesa che dà avvio a un movimento fuori Gerusalemme, coloro che sono perseguitati si disperdono nelle regioni della Giudea e della Samaria. Questo spostamento che per ora è solo un inizio diventerà una crescita straordinaria, fino agli estremi confini della terra. Il martirio di Stefano, la persecuzione di altri è il momento della maturità della prima Chiesa, la prima comunità dei discepoli. Filippo, uno dei sette "ordinati" dagli apostoli per il servizio delle mense, si era stabilito in Samaria e sviluppava, fondamentalmente, un'azione di evangelizzazione che aveva molto seguito. Nel corso della sua missione caratterizzata dal successo, gli appare un angelo che lo indirizza verso Gaza, a mezzogiorno,dove e quando non passa nessuno. Su quella strada deserta, su cui lo Spirito l'aveva sospinto, Filippo è sorpreso da una presenza: un personaggio strano: "un etiope, eunuco, funzionario della regina Candace..., venuto a Gerusalemme per il culto” che sta leggendo il profeta Isaia (At 8,27). Sulla strada deserta, ad un'ora non certamente propizia, si realizza un incontro che suscita stupore: c'è un uomo che viene da lontano, da quel "confine della terra" come era considerata l'Etiopia; un uomo caratterizzato dal suo alto ruolo sociale, ma soprattutto segnato dalla sua condizione marginale e disprezzata di eunuco. Se riflettiamo sul percorso di Filippo con l'eunuco etiope, lo vediamo contrassegnato da una pedagogia dell'accompagnamento (At 8,29-34), chiaramente configurata su quella utilizzata dal Risorto con i pellegrini di Emmaus . Si notano tanti verbi significativi: incontrare, correre vicino, sentire, salire sul carro e sedersi vicino che indicano una delicata e profonda progressione di entrata in relazione con la persona. C'è un dinamismo interiore che spinge, un andare, un correre vicino, un ascoltare attento, un fare strada insieme. E’ bello sottolineare,infine, che il testo termina con lo Spirito che rapisce Filippo e lo porta lontano, mentre l'eunuco prosegue con gioia la sua strada. Quest'ultimo aspetto è di fondamentale importanza per ogni evangelizzatore perché indica l’importanza della mediazione di ogni accompagnamento e la necessità di lasciare pieno spazio all'azione dello Spirito e al cammino personale delle persone.