Trasfigurazione Parma












ATTI DEGLI APOSTOLI


Settimana dal 21.03.21 al 27.03.21



Commento

Capitolo 9°: Entra in scena in modo eclatante il secondo importante protagonista degli Atti, Saulo di Tarso, detto Paolo. Già comparso fugacemente durante il martirio di Stefano, di lui si conferma l’inflessibile ostinazione nel ricercare e perseguitare i primi cristiani, tanto da farsi autorizzare dal Sinedrio di Gerusalemme a catturare e condurre in giudizio i discepoli della città di Damasco. Sono molti i segni simbolici che attraversano questo capitolo: Paolo percorre una " via ", quella della persecuzione dei primi discepoli e colui che si era proclamato la VIA, Gesù stesso, lo ferma, abbagliandolo con la sua " luce " e ferendolo con la sua voce perentoria. Paolo, l’uomo totalmente sicuro di essere nel giusto, messo di fronte al suo agire perverso, piomba nelle " tenebre " del dubbio, si scontra con la propria fragilità, deve essere preso per mano. A Damasco un uomo pio, timorato di Dio e disponibile alla chiamata del Signore, Anania, riceve l’ordine da Dio stesso di raggiungere Paolo, chiuso in digiuno e preghiera nella casa di un certo Giuda, per imporgli le mani e donargli lo Spirito Santo. Due chiamate caratterizzano questo capitolo: è il Signore stesso a manifestarsi; identiche le parole dei suoi comandi, fortemente significative: alzati, vai, cerca. Lo stile di Gesù trasmesso a coloro che vogliono seguirlo. Paolo e Anania, strumenti della volontà di Dio, esempi della docilità liberata e liberante di chi si fa servitore per annunciare la Parola buona. Paolo, ora, con lo stesso ardore messo nella persecuzione, annuncia il Vangelo, tanto da stupire e spaventare gli Ebrei osservanti di Damasco, prima, e di Gerusalemme, poi, fino ad indurli ad attentare alla sua vita. Pietro, intanto, comincia la sua opera di evangelizzazione fuori da Gerusalemme; grazie ai suoi miracoli favorisce la conversione di altre comunità.


Capitolo 10°: E’ questo uno dei capitoli cruciali degli Atti: si parla di un incontro, fra Pietro ed un centurione romano simpatizzante del giudaismo," pio e timorato di Dio", desideroso di conoscere meglio quel Dio che annunciano i cristiani. Pietro rappresenta quella parte di Chiesa che è rimasta legata alle radici dell’ebraismo, al suo tempio, alle sue tradizioni. Cornelio personifica quel mondo " altro "nel quale la storia di Israele è ormai forzosamente immersa. Due visioni, apparse ad entrambi durante la preghiera, fanno da scenografia per i due protagonisti: Dio chiama per nome Cornelio e gli ordina di invitare Pietro nella sua casa per " ascoltare quello che il Signore gli ha ordinato di dire loro". Pietro, invece, si ritrova ad interpretare uno strano, triplice invito, quello di cibarsi di carni considerate impure dalla legge giudaica. Molti personaggi minori sono chiamati a partecipare a questa vicenda, dando vita ad un reciproco scambio di ospitalità fra pagani e cristiani. Da un lato c’è grande attesa per questo incontro, dall’altro curiosità e perplessità al cospetto della strana visione. Pietro è sicuramente il più restio: le tradizioni del suo antico credo pesano ancora fortemente su di lui. Ma l’ostinata volontà del centurione gli permette di aprire gli occhi su una grande verità: "Davvero mi rendo conto che Dio non fa preferenze di persone". Il cuore e la mente di Pietro si spalancano e con lui la Chiesa tutta abbatte ogni barriera, ogni pregiudizio: tutti sono uguali dinnanzi a Dio. Un’ ennesima Pentecoste sigilla l’avvenimento e tutti i " pagani " vengono battezzati nel nome di Gesù.